Significato, pregiudizi, miti e realtà sul BDSM

    il bdsm i suoi miti e la sua realtà

    Che cos’è il BDSM e come funziona

    Il BDSM è un acronimo che racchiude un insieme di pratiche e concetti, il significato dell’acronimo è: Bondage, Disciplina, Dominazione, Sottomissione, Sadismo e Masochismo. 

    Si tratta di elementi che descrivono sia pratiche fisiche (come il bondage, ovvero il legare) sia dinamiche psicologiche di potere, controllo e piacere condiviso. Il termine è ormai un punto di riferimento culturale e sociale per molte persone che trovano in queste relazioni un modo di esprimersi e sperimentare il proprio desiderio in modo consapevole e sicuro.

    è universo complesso, dove la sicurezza, il consenso esplicito e la comunicazione chiara sono pilastri fondamentali per la realizzazione di esperienze positive e condivise. Le dinamiche BDSM coinvolgono ruoli negoziati tra le persone partecipanti, con l’obiettivo di esplorare sensazioni, potere e intimità. Per comprendere in profondità come funziona questo mondo, è utile approfondire il concetto base del BDSM e cosa non è bdsm

    Il consenso è il cuore pulsante di ogni pratica BDSM autentica. Non si tratta solo di un’autorizzazione iniziale, ma di un processo continuo di dialogo e confronto aperto tra i partner.

    In questo articolo, oltre a riferirmi al BDSM come pratica, mi riferirò anche all’insieme di tutte le pratiche KINK. Bdsm e kink non sono la stessa cosa, il kink sono l’insieme di pratiche alternative eseguite, il bdsm è un gioco di ruolo basato sullo scambio di potere in cui si attuano dinamiche e pratiche kink. Il BDSM è un kink, se fai una pratica Kink non è detto tu faccia BDSM

    Cosa importante da fare è non confondere il Sadismo e Masochismo inteso in ottica di gioco di ruolo (bdsm), con il disturbo parafilico sadico o masochista, i disturbi parafilici sono vere e proprie malattie che mettono in pericolo se stessi, gli altri, si compie qualcosa di illegale e/o si viola il consenso di qualcuno

    Differenza tra BDSM e violenza

    Spesso il BDSM viene frainteso e assimilato a comportamenti violenti o coercitivi. Tuttavia, la sua natura consensuale e regolamentata lo differenzia nettamente dalla violenza, che è per definizione non voluta e subita. Mentre la violenza causa danni fisici e psicologici unilaterali, il BDSM è un gioco di ruoli scelto con consapevolezza e rispetto reciproco.

    La distinzione è fondamentale per evitare stereotipi e pregiudizi: il BDSM esclude ogni forma di abuso, imponendo che le parti coinvolte agiscano nel pieno rispetto degli accordi e della persona e facendo il possibile per salvaguardare la sicurezza del gioco. Maggiori dettagli su cosa non è il BDSM si possono trovare a questo indirizzo: cosa non è il BDSM.

    Storia e diffusione culturale

    Nel corso degli ultimi decenni, il BDSM ha guadagnato visibilità crescentemente, uscendo da ambienti ristretti e arrivando alla cultura popolare. La sua rappresentazione in film, libri e media a volte ha contribuito a smontare alcuni stereotipi e a promuovere un discorso più aperto e informato sul tema, altre volte ha rinforzato questi stereotipi e miti.

    In tempi moderni vi è stata la riscoperta e l’apprezzamento di tecniche orientali come lo Shibari e Kinbaku, forme di bondage artistico e ritualizzato. Questi tratti culturali confermano la profondità e la complessità del BDSM, oltre che la sua storicità, evidenziandone non solo la dimensione sessuale ma anche quella estetica e spirituale. Un mondo che pian piano viene sempre più scoperto e apprezzato.

    Miti sulle pratiche BDSM

    Che tu sia un kinkseter, un curioso o qualcuno semplicemente che gli piace parlare di queste pratiche, ti sarai sicuramente scontrato con dei pregiudizi riguardanti questo mondo. 

    Chi pensa che siamo dei malati, chi pensa che siamo dei violenti, ecc.

    Quante volte hai sentito frasi tipo “il BDSM è per gente con traumi”, “è solo violenza mascherata” o “chi fa il sub è debole”? beh, io tante volte. 

    La filmografia poi, non ha aiutato minimamente, film come “50 sfumature di grigio”, “after” e altri, hanno normalizzato gli abusi fisici e psicologici, facendoli passare per bdsm, una cosa estremamente pericolosa per molteplici ragioni.

    Ora andremo a smontare punto per punto questi miti, e visto che ci sono, guardiamo anche qualche info utile per essere dei kinkster migliori. Spesso, le persone quando parlano di bdsm si riferiscono anche ai singoli kink

    Miti sulle pratiche “violente” e basate sul dolore fisico

    Mito: “Il BDSM è solo violenza/abuso” – “Fruste, sangue, dolore. Punto”

    Realtà: il bdsm ha uno spettro di pratiche pressochè infinito, il limite è la tua fantasia, quindi limitare all’immaginario delle pratiche violente è di per sé sbagliato, ma approfondiamo un attimo. 

    La cultura del consenso è molto forte e presente tra chi pratica, proprio per evitare che si pratichi un abuso, ci sono diversi tipi di violenza, quella abusiva e quella consensuale, nel primo caso è coercizione, nel secondo caso, i partecipanti sono consapevoli di quello che gli può accadere, questo secondo tipo di violenza, oltre che nel bdsm lo ritroviamo in tutti gli sport.

    Inoltre, non esistono solo pratiche violente, esistono pratiche sensuali, emotive, psicologiche e tutte improntate in un’ottica di gioco, di divertimento. Proprio perché è un gioco, le pratiche kink e il bdsm, hanno delle regole da seguire, per salvaguardare tutti i partecipanti

    Mito: “BDSM = solo dolore estremo e fruste”

    Realtà: Solo una minoranza di pratica raggiunge livelli “estremi”, la maggior parte dei giochi si ferma molto prima, tieni presente che se ti hanno mai legato al letto, o se hai giocato di ruolo o simili, tecnicamente hai fatto una pratica Kink o addirittura potresti aver fatto bdsm.

    Questo ti fa comprendere quanto questa affermazione sia stereotipata o semplicemente ignorante, non è una colpa non sapere, ma giudicare senza conoscere è molto pericoloso. La verità è che il più delle volte si fa un misto di pratiche e che, se anche c’è dolore, quel dolore viene costruito in modo tale che sia piacevole e non un qualcosa che ti faccia solamente male.

    Mito: “BDSM è sempre pericoloso per la salute”

    Realtà: Questo mito è forse quello più ancorato alla realtà, perché si basa sul principio reale del “nessuna pratica è sicura”, inteso letteralmente con nessuna pratica, nemmeno un succhiotto è sicuro al 100%, eppure tutti ne fanno.

    La realtà è un pelo più complessa, fare pratiche alternative spesso ti espone a rischi più elevati, ma: non tutte le pratiche espongono a rischi più elevati, e soprattutto, queste pratiche si fanno in ambienti controllati

    Col tempo ed esperienza di tanti, si sono venute a creare delle linee guida generiche, chiamate framework, che danno un punto di partenza per rendere la pratica sicura e piacevole, per poi delinearsi delle vere e proprie linee guida di sicurezza per ogni singola pratica, per questo motivo, nel bdsm è importante studiare

    Questo mito è parzialmente vero, ma a livello generale, se fatto da persone con della testa, il pericolo è veramente basso, il problema sono quelli che si spacciano per esperti e non sanno nemmeno fare un nodo correttamente.

    Mito: “Se c’è contratto BDSM allora è tutto ok e ‘legalmente vincolante’”

    Realtà: questo mito è presente anche all’interno della comunità, ma creduto vero per fortuna da pochi, mentre, grazie a 50 sfumature di grigio, questo mito è creduto reale da chi guarda questo mondo da fuori.

    Perché no, un contratto bdsm non è legalmente vincolante, il consenso viene prima di tutto, non puoi obbligare qualcuno a fare qualcosa. Solo una persona abusante farebbe un contratto e pretenderebbe la sua perfetta esecuzione, il significato è meramente simbolico, fine. 

    Miti sulle pratiche “alternative” (kink, fetish, soft BDSM)

    Mito: “O sei vaniglia o sei super estremo, non esiste via di mezzo”
    Realtà: Non ho ancora capito del perché esista questo mito. In realtà molte persone si collocano su uno spettro: magari fanno solo alcune pratiche o solo qualche gioco di ruolo.​ Altri magari fanno pratiche solo in quello specifico gioco di ruolo. Insomma, non c’è una regola fissa, le persone cercano solo di trovare un equilibrio per soddisfare la propria fantasia senza però dover essere per forza estremi in un senso o l’altro.

    Mito: “Se usi manette o blindfold, allora ‘sei per forza BDSM’”
    Oggetti come benda, manette o lingerie fetish possono stare sia in contesti puramente erotici sia in cornici più strutturate di BDSM; non definiscono da soli l’identità kink.​ Come già specificato, il bdsm e le pratiche kink, sono due cose differenti, spesso solo manca il giusto vocabolario.

    Miti su chi pratica BDSM

    Mito: “Chi pratica BDSM è deviato o moralmente ‘sbagliato’”
    Realtà: La faccio molto breve qui. Studi e clinici sottolineano che il BDSM, praticato consensualmente, è una forma di espressione sessuale non patologica e che porta benessere psicofisico all’individuo e alla coppia.

    Mito: “Chi è kinky è traumatizzato o ha per forza un passato di abusi”
    Realtà: questo è forse uno dei miti più forti che si riscontra, però, le ricerche scientifiche dicono ben altro, mostrano che molte persone BDSM non collegano il proprio interesse a traumi e che, mediamente, non risultano più ‘danneggiate’ della popolazione generale.​

    Mito: “Se ti piace il dolore, hai problemi mentali”

    Realtà: il nostro corpo, con il dolore, rilascia degli ormoni che permettono sia di eccitarci che di rilassarci, dipende da come viviamo il dolore, ma questo non vuol dire essere malati, vuol dire che sappiamo costruire il dolore, o che qualcuno lo sa costruire per noi. 

    Provare piacere nelle pratiche dolorose, vuol dire aver appreso una abilità che ci permetta di vivere positivamente quel dolore e che ce lo renda piacevole, semplicemente, siamo più agili e flessibili rispetto ad altre persone.

    Miti su ruoli e dinamiche di potere

    Mito: “Il Dom controlla tutto, il Sub non ha potere”
    Realtà: Il potere è condiviso e, tecnicamente, la persona sub che detiene il vero potere, il dom può comandare finchè il sub si fa comandare. La persona sub stabilisce limiti, cosa si può o non si può fare; la scena esiste solo perché entrambi hanno detto sì.

    Mito: “I submissive sono deboli, fragili o ‘senza carattere’”
    Realtà: La letteratura e i sex therapist sottolineano che la submission richiede consapevolezza, capacità di dire no e di definire confini, non passività cieca. Come detto prima, si può interpretare che le persone sub sono quelle che detengono il reale potere​

    Mito: “I Dominanti sono sempre più ‘forti’ nella vita reale (ricchi, leader, maschi alfa)”
    Realtà: È uno stereotipo: nel BDSM i ruoli sono scelti, non derivano da status sociale o genere; molte persone di successo vivono ruoli opposti in scena rispetto al quotidiano.​

    Miti sociali e culturali

    Mito: “BDSM è intrinsecamente misogino o patriarcale”
    Realtà: Il bdsm è prima di tutto un gioco di ruolo, e come tale ha un appiglio alla realtà. Alcune dinamiche possono riprendere ruoli di genere, ma essendo un gioco libero e basato sulla fantasia, ci sono tutte le dinamiche possibili, il punto è fare tutto per divertirsi e perché si vuole, senza sfociare in abusi o forzature​

    Mito: “Se ti piace il BDSM, poi vorrai sempre ‘alzare l’asticella’ verso pratiche sempre più estreme”
    Realtà: La verità è che essendo un mondo così complesso, spesso si ha bisogno di una comfoart zone, molte persone trovano un loro ‘set’ di pratiche e ci restano, senza escalation compulsiva; la priorità resta la qualità della connessione.

    Ovviamente in questi ambienti hai più stimoli per testare e testarti, ma questo non vuol dire che tu lo voglia fare o che vuoi per forza alzare l’asticella.​

    Conclusioni

    Il BDSM è una pratica complessa e articolata basata su principi fondamentali quali il consenso esplicito, la comunicazione continua, la sicurezza e il rispetto reciproco. Sebbene ancora circondato da miti e pregiudizi, offre a molte persone un modo sano e appagante per esplorare la propria sessualità e relazione affettiva.

    I miti e pregiudizi sono ancora tanti in questo mondo e pian piano stanno venendo sempre più superati, grazie anche alla divulgazione e alla conoscenza. Conoscere i miti e la reltà dei fatti ci aiuta ad essere più consapevoli di quello che ci capita intorno e di come, eventualmente, affrontalo

    Fonti

    1. https://antonioprunas.it/bdsm-cosa-vuol-dire-e-quanto-e-diffuso/
    2. https://it.wikipedia.org/wiki/BDSM
    3. https://redrope.it/il-bdsm/
    4. https://redrope.it/i-ruoli-nel-bdsm/
    5. https://redrope.it/linee-guida-del-bdsm-acronimi-framework/
    6. https://redrope.it/quando-si-puo-parlare-di-consenso/
    7. https://redrope.it/safeword-e-sicurezza-nel-bdsm/
    8. https://redrope.it/cosa-non-e-il-bdsm/
    9. https://redrope.it/shibari-e-kinbaku-storia-e-cultura/
    10. https://redrope.it/giochi-di-ruolo-quali-sono-trucchi-e-consigli/
    11. https://redrope.it/ball-gag-e-pratiche-bdsm/
    12. https://redrope.it/risorse-utili-libri-film-serie-tv-blog-sessualita/
    13. https://redrope.it/preservativi-e-sesso-sicuro/
    14. https://redrope.it/sub-space-e-dom-space-cosa-sono-e-come-riconoscerli/
    15. https://redrope.it/bdsm-e-framework-ssc-il-reale-significato/

    Consiglio d’acquisti

    Il primo che vi consigliamo di leggere è:

    Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

    • Senza tabù: libro dedicato ai più giovani, ma decisamente adatto anche agli adulti di Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

    Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di sè

    • Club Godo. Una cartografia del piacere: il nome dice già tutto, ma molto interessante da leggere, sfogliare, trarre ispirazione di Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di se

    Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, ha creato una interessante guida al piacere digitale, come orientarsi nell’online (e offline)

    • Il piacere digitale: una interessante guida che aiuta a riflettere e interpretare la sessualità di Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, ha creato una interessante guida al piacere digitale, come orientarsi nell’online (e offline)

    Tristan Taormino, divulgatrice, regista di film porno e altro ancora, ha creato una serie di libri molto interessanti, ma qui vi consiglio qualcosina per il di dietro

    Morena Nerri, conosciuta anche come le_sex_en_rose, divulgatrice e sexual blogger. Le sue interviste nude sono oramai famose

    Dossie Easton, una scrittrice e psicoterapeuta statunitense

    Emily Nagoski, direttrice di Educazione al benessere e docente di Sessualità femminile presso lo Smith College

    Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa

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    Stefano | Red Rope

    Mi chiamo Steve, ma sono conosciuto anche come Red, voglio divulgare nel mondo la bellezza della sessualità, ho da sempre lavorato in questa direzione, la divulgazione sessuologica è molto importante per me, ma anche per tutti coloro che la vorranno ascoltare.

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