Cosa non è il BDSM

Tutti pensano di sapere cosa sia il bdsm, ma spesso non sanno cosa non sia

Sulla definizione di bdsm ne abbiamo già parlato in passato

Quello su cui mi voglio soffermare è sul cosa si intenda per bdsm. Nell’articolo precedente abbiamo già specificato che non vi sia una definizione univoca di bdsm.
Ma per parlare di bdsm si fa sempre riferimento a un contesto molto specifico, che, nel caso non fosse presente, non si potrebbe parlare di BDSM.

Bisogna smetterla di concentrarsi sul “cosa sia il BDSM” e bisogna capire “cosa NON sia il bdsm

Cosa non è il bdsm

Il bdsm non si limita solo a una serie di pratiche più o meno estreme/alternative, vi è un fattore di coinvolgimento emotivo-sessuale da tenere sempre in considerazione, dato che è uno dei fattori più importanti (se non il più importante), all’interno di una relazione/sessione bdsm.

Il bdsm non è stupro:

In questo tipo di relazioni il rispetto del corpo e dell’altro è tendenzialmente molto più elevato, rispetto a situazioni normotipiche. Nelle relazioni Bdsm, con una parola (safeword) o con un movimento, si possono interrompere i giochi e ritirare il consenso. Non si è obbligati a giocare, non si è obbligati a subire contro la propria volontà qualsiasi tipo di azione.

Il bdsm non è abuso:

Quando vi sono situazioni di gioco, vi è una fase precedente che serve a delimitare i limiti, sia fisici che psicologici, proprio per evitare la violenza in una forma di abuso. Quando si gioca si deve sempre evitare di dire qualcosa che possa ferire nel profondo e nella vita quotidiana, se avvenisse qualcosa del genere sarebbe un vero e proprio abuso.

Il bdsm non è per malati:

Il Bdsm rappresenta solo una gamma di possibili pratiche la cui persona può avere una preferenza sessuale. Di questo si tratta, di una preferenza sessuale (tranne quando è patologica, ma li si tratta di malattia).

Frameworks e Bdsm

Negli anni la comunità è stata sempre posta sotto accusa per perversioni, stupri o abusi. Cosa non assolutamente vera, come abbiamo detto poco sopra. Per queste motivazioni, negli anni, si sono sviluppate delle filosofie di pensiero, delle linee guida, dei codici di comportamento (frameworks). Elencherò solo i più famosi, ma in realtà ce ne sono davvero tanti.

SSC: “sane” sicuro e consensuale

Il framework più famoso e storico, nonché il primo vero e proprio punto di riferimento, nato tra gli anni ’80 e il 2000. Nato per distanziarsi da coloro che durante le sessioni abusavano del proprio ruolo, ma anche per dare una chiave di lettura alla società, per far capire che il bdsm non è abuso, violenza o da malati. Dove il significato varia in base al valore che si danno alle singole parole (soprattutto sicuro). Con l’interpretazione attuale del termine l’SSC finisce con l’escludere anche pratiche comuni nell’ambiente BDSM. Stefano Laforgia ha scritto un ottimo articolo in merito.

RACK: risk-aware consensual kink

Un framework nato in contrapposizione al SSC, ma che risulta solo una tatuologia, una ri-modernizzazione del framework precedente. In quanto, il punto focale di questo frameworks è la sicurezza, o meglio l’accettazione consapevole di tutti i rischi. Si pensa, erroneamente, che il rack permetta di fare più pratiche, ma non è così.

4C: cura, comunicazione, consenso e cautela

Un frameworks neofito, dove si concentra sul rapporto fra i partner e il focus non è più sulla pratica, ma sulla comunicazione.

Riflessioni finali

Di fatto queste sono solo filosofie di pensiero abbinate spesso a metodologie pratiche, la filosofia più storica sta cadendo in disuso, perché allo stato attuale vi è una interpretazione molto rigida delle parole.

Per fare un esempio esterno al mondo bdsm: se parlo di bisessualità come orientamento sessuale, molti di voi penseranno che sono persone che vanno con maschi o femmine, quando in realtà nell’orientamento bisessuale vi è la possibilità di andare con qualsiasi genere o sesso; è un termine ombrello.

Essendo queste delle filosofie, in base all’interpretazione delle parole stesse si avranno concetti completamente differenti, per questo motivo è importante conoscere tutte queste filosofie, quel che è certo è che non esista una filosofia migliore di un’altra perché molto dipende dall’interpretazione stessa.

Se iniziate a prendere queste filosofie come la bibbia, finirete solo in inutili e sterili discussioni. Cercate di prendere il meglio da queste filosofie e farle proprie per riuscirvi a migliorare.

P.s: la parola “sicuro” dell’ssc lo si può interpretare come: evitare il rischio inutile.

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Consigli d’acquisto

NON SONO IN ORDINE DI IMPORTANZA, al massimo in ordine logico (ma neanche quello)

Ayzad è un giornalista, divulgatore e sexual coach, ha un blog dove divulga solo ed esclusivamente sul mondo BDSM. Uno dei massimi esponenti del mondo BDSM, ha creato varie guide che riporterò qui sotto, io consiglio di prenderle sempre tutte, ma ognuna da comunque molti spunti di riflessione

Tristan Taormino, divulgatrice, regista di film porno e altro ancora, ha creato una serie di libri molto interessanti, anche sul bdsm

Davide la Greca, un maestro nell’arte dello shibari:

Stefano | Red Rope

Mi chiamo Steve, ma sono conosciuto anche come Red, voglio divulgare nel mondo la bellezza della sessualità, ho da sempre lavorato in questa direzione, la divulgazione sessuologica è molto importante per me, ma anche per tutti coloro che la vorranno ascoltare.

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