L’orientamento sessuale

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Definizione di orientamento sessuale

L’orientamento sessuale è una componente della sessualità umana e indica un’attrazione emozionale, romantica e/o sessuale di una persona verso altri individui dello stesso sesso, del sesso opposto o entrambi, costante e fluido nel tempo.

Costante: presente nella persona durante un arco continuativo della sua vita.

Fluido: durante l’arco della vita può subire delle variazioni di natura non sporadica o limitata a determinate situazioni.

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Negli ultimi anni la definizione di orientamento sessuale tende ad essere utilizzata riferendosi al genere piuttosto che al sesso del potenziale partner.
Il genere è l’idea che la persona forma di sé stessa, mentre il sesso è la componente biologica e fisica.

Quali sono gli orientamenti sessuali?

I principali orientamenti sessuali sono quattro, ma esistono molte altre sottocategorie nelle quali le persone possono auto-identificarsi. Si definisce:

Eterosessuale una persona che prova attrazione verso individui del sesso opposto.

Omosessuale chi prova interesse verso persone dello stesso sesso, nello specifico si usa la parola gay per i maschi e la parola lesbica per le donne omosessuali.

Si definisce bisessuale una persona che prova attrazione per entrambi i sessi o generi, comprese quindi anche per le persone non-binarie e trans.

L’ultima categoria è quella delle persone asessuali ovvero persone che provano poca o nessuna attrazione sessuale verso gli altri individui.

Sebbene queste siano i principali orientamenti sessuali, esistono molti sottogruppi che spesso differiscono l’uno dall’altro per le sfaccettature. Una di queste è la pansessualità che ha una definizione simile a quella della bisessualità, ma a differenza di quest’ultima le persone che si definiscono pansessuali sottolineano come si possa essere attratti da una persona indipendentemente dal genere: il punto su cui si pone l’attenzione non è il genere, ma la persona per quello che è.

La scala Kinsey

La definizione dell’orientamento spesso è soggettiva e nessuno all’infuori della persona interessata può esprimere un giudizio.

Ciononostante, in ambito scientifico è necessario trovare dei parametri oggettivi per categorizzare gli individui e per poterne studiare il comportamento e le preferenze. Per questo motivo è stato creato un sistema più rigido di classificazione dell’orientamento sessuale, lo “strumento” più famoso è la Scala Kinsey.

La famosa scala è stata inventata nel 1948 da Alfred Kinsey, biologo e sessuologo convinto che la sessualità umana non potesse essere racchiusa in categorie fisse, ma che si trovasse lungo un continuum.

La sua ricerca si basava su interviste sulla vita sessuale di migliaia di persone e ha dimostrato che i comportamenti, i pensieri e i sentimenti sessuali di un individuo non erano coerenti e costanti nel tempo.

La Scala Kinsey è formata da un range di sette livelli: a un estremo troviamo lo 0 che corrisponde all’eterosessualità, mentre dall’altra parte, il sesto scalino corrisponde all’omosessualità, in mezzo troviamo la bisessualità.

Non tutte le persone riescono a rispecchiarsi nella Scala Kinsey, in quanto, come tutte le standardizzazioni si tratta di una semplificazione che non tiene conto delle molteplici sfaccettature della società.

Infatti, anche in questo caso, così com’è stato per il genere, si è iniziato a parlare di orientamento sessuale fluido, proprio per dare voce a coloro che non si identificano nelle categorie sopra menzionate.

Inoltre, la scala era molto innovativa per quell’epoca, ma risale alla fine degli anni Quaranta e presenta molti limiti per la società attuale, uno fra tutti non considera l’orientamento sessuale, il sesso e il genere come tre elementi distinti tra loro.

La scala Kinsey è solo una delle tante scale per classificare l’orientamento sessuale, sicuramente è stata la prima ed è la più famosa.

Bisessuale o bi-curioso?

Il proprio orientamento sessuale può variare nell’arco della vita, ma una persona può mostrare anche una certa dose di curiosità al di fuori del proprio orientamento.

Bisogna, quindi, prestare attenzione a non confondere il termine bi-curioso con quello di bisessuale.

La bisessualità è, appunto un orientamento sessuale. Si definisce bi-curioso un’attrazione verso persone all’infuori del proprio orientamento in maniera limitata e sporadica, non va quindi a incidere in maniera permanente sul proprio orientamento.

Avere un comportamento opposto al proprio orientamento sessuale non ti fa entrare/essere all’interno della categoria opposta, proprio perché è un comportamento sporadico e limitato.

L’orientamento sessuale è una caratteristica personale, ognuno è libero di definirsi come vuole e identificarsi nella categoria che più lo rappresenta.

Si parla di definizioni che riguardano il sé, che si tratti dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, ciò che conta è come si sente l’individuo. Il bisogno di creare delle categorie definite dovrebbe servire solo per poter studiare il comportamento umano.

In conclusione

Orientamento sessuale: attrazione emozionale, romantica e/o sessuale di una persona verso altri individui

Bi-curioso: attrazione, in genere sessuale, verso persone all’infuori del proprio orientamento in maniera limitata e sporadica

Eterosessuale: una persona che prova attrazione verso individui del sesso opposto.

Omosessuale: chi prova interesse verso persone dello stesso sesso, nello specifico si usa la parola gay per i maschi e la parola lesbica per le donne omosessuali.

Bisessuale: persona che prova attrazione per entrambi i sessi/generi, ma anche per le persone non-binarie e transgender/transessuali.

Asessuali: persone che provano poca o nessuna attrazione sessuale verso gli altri individui.

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