Come fare spanking: guida pratica

    come dare sculacciate belle

    Lo spanking è una delle pratiche più diffuse, sia all’interno delle dinamiche BDSM, sia come pratica a se stante, fa parte delle pratiche di Impact play, e consiste nello stimolare eroticamente il partner tramite sculacciate, non si usano le fruste, in quel caso la pratica si chiamerebbe Whipping play, per alcune persone, usare il cane o paddle rientra nello spanking.

    Perché lo spanking sia piacevole e non dannoso, è essenziale colpire solo aree del corpo con grande “quantità di carne”, come glutei e parte alta delle cosce, evitando le giunzioni o zone con ossa sporgenti.

    Questo articolo è una prima introduzione a questa pratica, non serve nulla di particolare per praticarla, bastano le mani, per questo motivo spesso viene considerata una pratica per principianti, ma può provocare danni molto facilmente, guarderemo quindi quali posizioni sono le migliori, come integrare lo spanking nel contesto di una sessione e quali attenzioni adottare per garantire un’esperienza piacevole.

    Che cos’è lo spanking

    Con spanking si indica l’atto di sculacciare il partner con la mano aperta o, per alucni, con appositi strumenti, tra cui i paddle e i cane (bastone lungo e sottile), per ottenere una stimolazione erotica basata sul contrasto tra piacere e dolore ricevuto.

    Se si pratica BDSM e non ci si limita alla mera esecuzione della pratica, lo spanking, non è una semplice sculacciata “da gioco”, ma entra in una dinamica strutturata di potere, consenso e fiducia, in cui chi colpisce e chi riceve hanno ruoli chiari e accordi espliciti.

    A livello psicologico, molte persone vivono lo spanking come un’intensa forma di connessione, in cui il controllo del corpo, il ritmo dei colpi e la gestione del dolore contribuiscono a creare eccitazione, abbandono e senso di intimità.

    Come prepararsi a una sessione di spanking

    Una buona sessione inizia molto prima del primo colpo: preparazione, negoziazione e scelta dello spazio sono fondamentali per sentirsi tranquilli e presenti.

    Come in ogni sessione, bisogna sempre prima definire i limiti, le aspettative, le parole di sicurezza e le safe gesture. Comunicate anche eventuali situazioni in cui potreste reagire in maniera anomala. Ricordate che, più sapete della pratica meglio è.

    Le regole per una buona safe word sono sempre le stesse, ne parliamo in praticamente tutti gli articoli:

    • facile da pronunciare e semplice
    • che sia fuori contesto e possibilmente divertente 
    • non ambigua e riconoscibile dall’altra persona

    Allenarsi per non fare danni

    Per imparare a tirare gli schiaffi come si deve bisogna abituare la propria mano all’impatto e comprendere come posizionare la mano in base all’emozione che si vuole trasmettere.

    Per abituare la mano all’impatto, comprate un pallone da basket particolarmente ruvido, appoggiatelo sulle ginocchia e colpitelo con tutta la mano, non aperta, le dita devono rimanere unite.

    Alternate i colpi “passanti”, ovvero quelli che colpiscono il pallone e non rimangono su di esso, a quelli “non passanti”, ovvero quelli che fatto il colpo la mano rimane lì per uno più secondi.

    é importante saper colpire con forza il pallone nella maniera corretta, potrebbero esserci contraccolpi sul braccio se troppo rigido

    Quando colpirete un sappiate che:

    • Più la mano è a “conca”, più ci sarà rumore e meno dolore
    • se il colpo è passante il dolore sarà concentrato nella parte più esterna
    • se il colpo non è passante il dolore arriverà più in profondità
    • c’è un rischio di contraccolpo se siete troppo rigidi con polso, gomito o spalla
    • Se si colpisce faccia o seno, solo colpi passanti
    • se si colpisce la faccia, nessun colpo con la conca, se sbagliate mira e colpite ad altezza orecchio rischiate di provocare anche rottura del timpano

    Scelta dello spazio e preparazione

    Lo spanking può essere inserito all’interno di una dinamica Bdsm, quindi con ruoli e dinamiche di potere, oppure come semplice gioco a se stante, che sia una o che sia l’altra, la preparazione dell’ambiente è la medesima, con piccoli accorgimenti in base a che sia una sessione strutturata o meno.

    Scegliete un ambiente comodo, pulito e privo di distrazioni, dove sia facile mantenere equilibrio e stabilità, ad esempio il letto, un divano rigido, un tavolo basso robusto, o più semplicemente, in piedi o sul pavimento.

    Il mio consiglio è di tenere a portata di mano tutto ciò che potrebbe servire come: creme lenitive, acqua, asciugamani, cuscini per sostenere ginocchia o fianchi e ghiaccio per lenire il dolore in caso di sessione molto intensa.

    Tecniche base di spanking per principianti

    è consigliabile procedere con lentezza, dare tempo al corpo di abituarsi e comunicare per determinare come muoversi.

    Intensità, ritmo e progressione

    Partite sempre con colpi leggeri e ravvicinati, usando la mano aperta sui glutei, così da scaldare la pelle e valutare la reazione del partner.

    Aumentate intensità e ritmo in modo graduale, alternando colpi più energici a carezze, massaggi e sfioramenti, per amplificare la percezione senza arrivare subito al limite.

    Chiedete come si sente il partner, sia con domande dirette (“tutto ok?”, “così va bene?”) sia osservando la comunicazione non verbale: respiro, tensione muscolare, vocalizzi, postura.

    Nel caso siate chi riceve la pratica e notate che il vostro partner, non si preoccupa mai per voi, non vi chiede come stiate, ed è molto concentrato su di se, annotate mentalmente questo comportamento perché potrebbe essere una red flag. Parlatene a tempo debito di questo suo comportamento

    In alcuni casi specifici, si può partire in maniera più intensa, ma di solito è concordato e/o i partecipanti sono a conoscenza di questa specifica dinamica. In questo secondo caso qui, bisogna sempre ricordare che il muscolo o la pelle non è calda, di conseguenza aumentano i rischi di contrattura dovuti all’impatto.

    Zone sicure da colpire e zone da evitare

    Le aree considerate più sicure per lo spanking sono i glutei e la parte alta e laterale delle cosce, dove c’è abbondanza di tessuto muscolare e adiposo.

    Evitate invece colpi su colonna vertebrale, reni, costole, articolazioni, collo e testa, perché più esposti a traumi e lesioni anche con impatti moderati.

    Se il partner ha condizioni fisiche particolari, cicatrici, traumi pregressi o sensibilità specifiche, tenetene conto nella scelta delle zone e nella forza dei colpi.

    Man mano che l’esperienza cresce, di conseguenza conoscete meglio la vostra forza e avete una percezione spaziale migliore, si può iniziare a colpire anche il seno o petto, i colpi in questa specifica zona devono essere dati paralleli al busto, non perpendicolari.

    Bisogna prendere il tessuto da sinistra a destra o viceversa, insomma, tirare uno schiaffo, in caso di un colpo perpendicolare, si rischia di rompere costole e sterno nei casi peggiori.

    Benché la testa sia una parte del corpo generalmente da non colpire, soprattutto il retro della testa e vicino alle orecchie, sulla faccia, altezza guance, la situazione è differente, ma quest’ultima è una tecnica avanzata e deve essere concordata in anticipo.

    Bisogna essere molto confidenti con le proprie caratteristiche fisiche e con la persona che riceve il colpo. Se una persona soffre di emicranie, un colpo alla faccia potrebbe provocare un forte mal di testa, oppure, una persona potrebbe avere una reazione emotiva molto forte.

    Per colpire la faccia in parole semplici, dovete saper tirare gli schiaffi e aver comunicato per bene con il vostro partner e bisogna sempre partire piano, la faccia è una zona delicata.

    Posizioni comode e stabili

    Le posizioni più semplici e diffuse per lo spanking sono:

    • Inclinati su una superficie: la persona ricevente si appoggia con busto e braccia su un letto, divano o tavolo, con i piedi ben piantati a terra; garantisce stabilità e ottimo accesso ai glutei.
    • A quattro zampe: ginocchia e mani o avambracci appoggiati al letto, con la schiena leggermente arcuata; offre grande controllo al dominante e possibilità di modulare facilmente l’angolazione dei colpi.
    • Sulle ginocchia: il bottom è disteso a pancia in giù sulle cosce del top seduto (over the knee), una posizione molto intima e tradizionale che facilita il contatto fisico continuo.

    Qualunque posizione scegliate, verificate che il partner possa respirare liberamente, non perda equilibrio e non avverta dolori posturali prima ancora dei colpi.

    Monitoraggio continuo durante la sessione

    Anche quando tutto sembra procedere bene, il top dovrebbe osservare con attenzione respiro, espressioni, tensione muscolare e risposta generale del partner, intervenendo subito in caso di segnali di disagio.

    Un semplice “da 1 a 10 quanto è intenso adesso?” può aiutare a calibrare forza e ritmo, soprattutto se il bottom è timido nel chiedere spontaneamente un cambio di intensità.

    Aftercare dopo lo spanking

    L’aftercare è l’insieme delle cure fisiche ed emotive che seguono una sessione e permette ai partner di “atterrare” gradualmente, integrando l’esperienza e tornando a uno stato di equilibrio.

    Cura del corpo: pelle, muscoli e riposo

    Dopo la sessione, è normale che la pelle dei glutei appaia arrossata, potenzialmente livida o sensibile al tatto; applicare una crema lenitiva delicata o un gel rinfrescante può aiutare a ridurre calore e fastidio.

    Massaggi leggeri su glutei e cosce favoriscono la circolazione e rilassano la muscolatura, specialmente se si sono usate posizioni mantenute a lungo.

    Se il dolore resta intenso, compaiono lividi anomali o ci sono dubbi sulle condizioni fisiche, è sempre prudente rivolgersi a un medico.

    Supporto emotivo e gestione della vulnerabilità

    Molte persone sperimentano, dopo una scena intensa, una sorta di “sub-drop” o calo emotivo, con sensazioni di vuoto, tristezza o forte vulnerabilità.

    In questi momenti è prezioso offrire al partner ascolto, rassicurazioni, contatto fisico se gradito (abbracci, coccole, tenersi per mano) e la possibilità di parlare liberamente di ciò che ha provato.

    Questo tipo di cura reciproca rafforza il legame e permette di associare allo spanking non solo l’intensità dei colpi, ma anche la sensazione di essere visti, accettati e protetti.

    Attività rilassanti e chiusura della scena

    Per chiudere la sessione potete creare piccoli rituali: condividere una bevanda calda, ascoltare musica tranquilla, guardare un episodio di una serie leggera o semplicemente stare abbracciati in silenzio.

    Considerare l’aftercare come parte integrante del gioco, e non come un “di più”, aiuta a mantenere una buona igiene emotiva e a vivere il BDSM come un percorso di benessere condiviso.

    Inquadrare lo spanking nel BDSM

    Lo spanking può essere una pratica a sé stante o inserirsi in scene più complesse che includono bondage, giochi di ruolo, uso di sex toys o altri tipi di stimolazione.

    Lo spanking è una pratica kink molto semplice da eseguire, non hai bisogno di alcuna strumentazione per farla, difatti, è molto diffusa anche da chi afferma di non fare pratiche kink o bdsm. 

    Non sapendo però che, nel momento che schiaffeggi il tuo partner nel letto, probabilmente stai facendo spanking.

    Per chi sta iniziando a esplorare il BDSM, spesso rappresenta un approccio relativamente semplice per familiarizzare con il concetto di controllo, fiducia e gestione del dolore in modo graduale.

    Domande frequenti sullo spanking

    Quali sono i modi più sicuri per praticare spanking?

    Per praticare spanking in sicurezza è fondamentale negoziare limiti e aspettative, definire una safeword e, se necessario, delle safegesture, così da poter interrompere o modulare la scena in qualunque momento.

    È importante conoscere le zone da evitare, osservare con attenzione le reazioni fisiche ed emotive del partner e informarsi su tecniche corrette tramite contenuti specializzati

    Quali precauzioni prendere durante lo spanking?

    Durante la sessione bisogna evitare colpi su aree delicate (colonna, reni, articolazioni, testa), monitorare costantemente lo stato del partner e usare la safeword senza esitazione se qualcosa non va.

    Modulare intensità e ritmo, fare pause quando necessario e non proseguire mai in presenza di dolore acuto o disagio emotivo sono accorgimenti fondamentali per una pratica sicura.

    Che tipo di aftercare è consigliato?

    L’aftercare può includere idratazione della pelle con creme lenitive, massaggi leggeri, riposo e monitoraggio dei lividi, ma anche ascolto, rassicurazioni, coccole e attività rilassanti per ritrovare equilibrio emotivo.

    Ogni coppia può sviluppare rituali propri, purché mirati al benessere e al senso di sicurezza di entrambi i partner.

    Quali tecniche base sono consigliate ai principianti?

    Per chi inizia è consigliabile partire con la mano, su glutei e parte alta delle cosce, con colpi leggeri e regolari, aumentando gradualmente l’intensità in base alle risposte del partner.

    Le posizioni più semplici, come inclinati su letto o tavolo, a quattro zampe o sulle ginocchia del partner, aiutano a mantenere stabilità e controllo, rendendo l’esperienza più gestibile e piacevole.

    Consiglio d’acquisti

    Il primo che vi consigliamo di leggere è:

    Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

    • Senza tabù: libro dedicato ai più giovani, ma decisamente adatto anche agli adulti di Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

    Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di sè

    • Club Godo. Una cartografia del piacere: il nome dice già tutto, ma molto interessante da leggere, sfogliare, trarre ispirazione di Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di se

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    • Il piacere digitale: una interessante guida che aiuta a riflettere e interpretare la sessualità di Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, ha creato una interessante guida al piacere digitale, come orientarsi nell’online (e offline)

    Tristan Taormino, divulgatrice, regista di film porno e altro ancora, ha creato una serie di libri molto interessanti, ma qui vi consiglio qualcosina per il di dietro

    Morena Nerri, conosciuta anche come le_sex_en_rose, divulgatrice e sexual blogger. Le sue interviste nude sono oramai famose

    Dossie Easton, una scrittrice e psicoterapeuta statunitense

    Emily Nagoski, direttrice di Educazione al benessere e docente di Sessualità femminile presso lo Smith College

    Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa

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    Stefano | Red Rope

    Mi chiamo Steve, ma sono conosciuto anche come Red, voglio divulgare nel mondo la bellezza della sessualità, ho da sempre lavorato in questa direzione, la divulgazione sessuologica è molto importante per me, ma anche per tutti coloro che la vorranno ascoltare.

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