La Scala Kinsey: le sue origini e perché è inefficace | Red Rope

Cos’è la Scala Kinsey?

La scala Kinsey, come abbiamo già visto nell’articolo sull’orientamento sessuale, è una scala di valori che determina, tramite una serie di domande, il tuo orientamento sessuale.

Uno strumento di misurazione nato alla fine degli anni 40, estremamente innovativo per l’epoca, ma che allo stato attuale è praticamente inutilizzabile.

Purtroppo è ancora lo strumento più utilizzato, ma quello più incompleto, dato che, non riconosce l’asessualità da una parte e la bisessualità la intende come attrazione verso i maschi e le femmine, ma l’orientamento bisessuale è l’attrazione verso più di un genere.

Altra gigantesca lacuna della scala Kinsey è come viene inteso l’orientamento sessuale, e ahimè è ancora il modo più diffuso di vedere l’orientamento sessuale, MA l’orientamento sessuale non fa riferimento solo all’attrazione erotica, l’orientamento sessuale comprende sia l’attrazione erotica, che quella emotiva affettiva.

Sicuramente l’apporto scientifico della scala Kinsey è importantissimo, ma bisogna superare il mondo di concepire l’orientamento sessuale secondo questa ricerca, in quanto è retrograda e molto limitata, bisognerebbe anche cambiare il lessico e vocabolario cognato, in modo da essere più facilmente appetibile a persone non del settore.

Difatti l’orientamento sessuale incita all’evocazione dell’attrazione erotica, la parola bisessuale suscita il pensiero che sia l’attrazione erotica sessuale verso maschi e femmine, escludendo quindi tutte le persone trans, e via discorrendo.

Chi era Kinsey

Alfred Kinsey (Hoboken, N. J., 1894 – Bloomington, Indiana, 1956), era un biologo statunitense specializzato in zoologia, che lo portò ad essere professore (dal 1929) all’università dell’Indiana, a Bloomington. Eseguì varie ricerche di zoologia e di genetica, concentrandosi molto sui Cinipidi.

Nonostante tutti i suoi vari successi in campo biologico, dagli anni 30 si dedicò allo studio del comportamento sessuale dell’uomo e della donna e pubblicò dure “rapporti”, che sono stati tradotti in diverse lingue e hanno avuto larga notorietà.

Questi “rapporti” gettarono le basi per lo studio dei comportamenti sessuali, non eterosessuali, dell’essere umano

I Rapporti Kinsey sono due volumi intitolati “Il comportamento sessuale dell’uomo” (1948) e “Il comportamento sessuale della donna“ (1953), negli Stati Uniti da Alfred Charles Kinsey e dai suoi collaboratori. La ricerca fu finanziata a partire dal 1940 dalla Rockefeller Foundation. I dati furono raccolti essenzialmente con interviste, create per mantenere confidenziali i contenuti.

I risultati furono scandalosi per il tempo, i rapporti Kinsey affermavano che, Le ricerche sostenevano che: i maschi, si masturbavano con grande frequenza (92% del campione); il sesso prematrimoniale ed extraconiugale era molto comune (ricordiamoci che siamo negli anni ’50); che il sadomasochismo (probabilmente quello che si è evoluto nell’attuale BDSM) è ritenuto stimolante da più della metà del campione; Un terzo degli uomini aveva avuto un rapporto omosessuale; che i bambini anche di età prescolare hanno la capacità di provare un orgasmo.

Come potete immaginare il tutto suscitò grande scandalo nella società, ma non è tutto oro quel che luccica.

Le accuse mosse verso Kinsey

Svariati anni dopo, molti anni dopo, Kinsey fu accusato di aver manipolato i dati.
Il filosofo Roberto Marchesini si è così espresso:

Kinsey ha manipolato il campione di individui intervistato per ottenere quei dati. Il celebre psicologo Abraham Maslow, saputo delle ricerche che Kinsey stava conducendo, volle incontrarlo per confrontarsi con lui. Una volta compreso il metodo d’indagine di Kinsey, Maslow mise in guardia l’entomologo dal “volunteer error”, ossia dalla non rappresentatività di un campione composto esclusivamente da volontari per una ricerca psicologica sulla sessualità

Roberto Marchesini

In questo caso, come in tanti altri si sono adattati i dati alla tesi e non la tesi ai dati, questo è il più grande errore di molti ricercatori in ambito delle scienze umane. In questo caso inoltre, si accusa Kinsey di non aver portato un campione (sociale) statisticamente significativo, che quindi non fosse rappresentativo della società.

Per quanto non si potesse definire rappresentativo, però, ha evidenziato come molte “pratiche” sembrassero più diffuse, più reali, di quello che si pensava al tempo.

Tra i problemi più grandi:

  • era che circa il 25% dei maschi intervistati nella sua ricerca erano detenuti per crimini sessuali, anche se bisognerebbe tener conto di quali crimini sessuali (in quegli anni le leggi erano molto diverse rispetto a quelle attuali riguardo alla sessualità, vedi omosseualità).
  • Fu presa inoltre presa in considerazione un’unica scuola superiore, un istituto particolare nel quale circa il 50% degli studenti avevano contatti omosessuali, ma anche in questo caso vi sarebbe bisogno di un approfondimento.
  • Altro caso particolare del campione è che vi era un numero sproporzionato di prostituti (maschi).
  • Forse la cosa più grave fu che sparirono 1000 interviste, senza alcuna spiegazione.

Logico quindi pensare che ci fosse qualcosa che non andava all’interno di questi dati, ma purtroppo non finisce qui.

Nel primo rapporto Kinsey al paragrafo intitolato “L’orgasmo nei soggetti impuberi” (pp. 105 – 112) descrive i comportamenti di centinaia di bambini da quattro mesi a quattordici anni vittime di pedofili.

“In 5 casi di soggetti impuberi le osservazioni furono proseguite per periodi di mesi o di anni[…]” (p. 107)

“Il massimo osservato fu di 26 parossismi in 24 ore, ed il rapporto indica che sarebbe stato possibile ottenere anche di più nello stesso periodo di tempo” (p. 110)

Nel secondo Rapporto esiste un paragrafo intitolato “Contatti nell’età prepubere con maschi adulti”, nel quale vengono descritti rapporti sessuali tra bambine e uomini adulti. Le osservazioni condotte inducono Kinsey a sostenere che:

“Se la bambina non fosse condizionata dall’educazione, non è certo che approcci sessuali del genere di quelli determinatisi in questi episodi [contatti sessuali con maschi adulti], la turberebbero. E’ difficile capire per quale ragione una bambina, a meno che non sia condizionata dall’educazione, dovrebbe turbarsi quando le vengono toccati i genitali, oppure turbarsi vedendo i genitali di altre persone, o nell’avere contatti sessuali ancora più specifici”

Alfred Kinsey

Il capitolo all’ orgasmo nei bambini, era basato sull’ osservazione di 317 pre-adolescenti, ma Kinsey era rimasto vago sull’ origine di tali osservazioni. John Bancroft, ex direttore dell’ istituto Kinsey, ha ammesso che i dati del rapporto erano basati sulle esperienze personali di un maniaco sessuale che aveva molestato oltre 300 bambini, tenendo un diario accurato delle sue attività pedofile.

Poco dopo questa ammissione, si sono scatenate le polemiche in merito, soprattutto per l’eticità dell’accaduto.

Il Test Kinsey

La scala Kinsey, è un sistema di classificazione degli orientamenti sessuali, tenendo solo conto dell’orientamento etero sessuale, omosessuale e bisessuale (con significato “sbagliato”); tiene principalmente conto dei comportamenti sessuali dell’essere umano.

Il merito principale di questa scala è di cercare di rappresentare le sfumature della sessualità umana e non sposare una versione dicotomica (o bianco o nero) di ciò, ma secondo un criterio di gradualità.

La scala è formata da sette livelli che vanno da 0, che indica una propensione esclusivamente “eterosessuale”, a 6 che indica invece una propensione esclusivamente “omosessuale”. In mezzo ai due poli ci sono le relative “sfumature” di bisessualità (intese come attrazione verso i maschi o le femmine, quindi le persone trans sono escluse completamente).

In conclusione

La scala Kinsey è una scala innovativa per i tempi, ma decisamente superata.

Il suo ideatore, nel tempo, è diventato man mano un personaggio sempre più controverso, tanto che, molte associazioni si sono scagliate pure sulla validità della scala stessa.

L’orientamento sessuale ha tante sfumature e tanti modi di esistere, di conseguenza avere una classificazione così rigida è limitante, nonostante sia stato un grande passo avanti.

Consiglio d’acquisti

Il primo che vi consigliamo di leggere è:

Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

  • Senza tabù: libro dedicato ai più giovani, ma decisamente adatto anche agli adulti di Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

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Morena Nerri, conosciuta anche come le_sex_en_rose, divulgatrice e sexual blogger. Le sue interviste nude sono oramai famose

Dossie Easton, una scrittrice e psicoterapeuta statunitense

Emily Nagoski, direttrice di Educazione al benessere e docente di Sessualità femminile presso lo Smith College

Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa

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Stefano | Red Rope

Mi chiamo Steve, ma sono conosciuto anche come Red, voglio divulgare nel mondo la bellezza della sessualità, ho da sempre lavorato in questa direzione, la divulgazione sessuologica è molto importante per me, ma anche per tutti coloro che la vorranno ascoltare.

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