John Money e l’identità di genere: l’esperimento che portò ai gender study | Red Rope

    Chi è John Money

    J.Money era uno psicologo il quale ha studiato inizialmente psicologia alla Victoria University of Wellington, successivamente prese un doppio master in psicologia e istruzione nel 1944.
    Money inoltre, era un membro junior della facoltà di psicologiadell’Università di Otago, all’età di 26 anni, andò a studiare negli Stati Uniti all’Istituto psichiatrico dell’Università di Pittsburgh. Dopo un periodo a Pittsburgh la abbandonò per conseguire il dottorato alla Harvard University nel 1952.

    Come si può notare Money era uno studioso molto determinato, ma questo non voleva dire che fosse automaticamente un bravo psicologo.

    Diventato tristemente famoso per i suoi studi riguardo alla identità di genere, fu uno dei primi esperti a utilizzare questo termine e a portare studi su di esso, studi estremamente fallimentari e decisamente contro il metodo scientifico, però questi studi diedero l’impulso ad approfondire queste tematiche.

    I suoi studi

    Money insieme a Lawson Wilkins, medico endocrinologo e capo del reparto di endocrinologia pediatrica, dettero vita alla “Psychohormonal Research Unit” affiliata sia al reparto di Psichiatria, sia a quello di Pediatria. Dopo svariati anni i rapporti tra i professionisti si inclinarono e si interruppero i rapporti fra loro.

    Gli studi di Money si concentrarono moltissimo sull’identità di genere, fino a che a metà degli anni 60 si iniziò a interessare al trattamento chirurgico delle persone Intersex (persone con caratteristiche, di solito genitali, sia maschili che femminili, quando non riferite a persone parliamo di animali ermafroditi).

    Tra gli anni Ottanta e Novanta, John Money conio il termine parafilia, e ci fece varie tesi e studi sopra, fino ad arrivare a sostenere il trattamento della “castrazione chimica” per i colpevoli di abusi sessuali. Inoltre Money dichiarò di aver di aver fatto ricerca sull’uso del Depo-Provera (medroxy progesterone acetate) sui sex offenders, presso la Johns Hopkins, sin dal 1966, farmaco non ancora approvato, quindi di fatto una pratica illegale (o quasi).

    Money interveniva spesso, in qualità di esperto, nei dibattiti sulla pedofilia, sostenendo che deve esserci una distinzione clinica fra “affectional pedophilia” e “sadistic pedophilia”, cioè la pedofilia in cui c’è affetto per il minore coinvolto in atti sessuali e quella che si manifesta solo in modo sadico. Molte sue affermazioni sul tema, risultarono spesso ambigue, andando a minare quindi la sua immagine professionale. Ma la sua carriera e credibilità di fatto fu distrutta con il caso di David Reimer.

    Money ebbe un’influenza forte sulla diagnosi e sui trattamenti da usare per l’”ermafroditismo”, del “transessualismo” o della “parafilia”. Le sue opere ebbero particolare successo, per svariati motivi, tra cui quello che il pubblico di riferimento non si fermava solo a medici, psicologi, sessuologi, ma anche a storici, sociologi, filosofi e persone curiose. Diventò quindi un personaggio molto polarizzante, tra chi lo amava per le sue teorie e tra chi lo odiava.

    Nonostante tutto, la scienza sessuologica deve moltissimo a Money. Difatti si avvicinò molto cautamente a questa disciplina, riuscì a non farla apparire come una pratica pruriginosa e perversa, a differenza di altri prima di lui che non riuscirono ad ottenere questo risultato, facendo quindi passare la sessuologia come perversa.

    La sessuologia esisteva già prima di Money nella pratica clinica, ma non aveva nome. Money avvicinò questa scienza alla ginecologia, all’urologia, alla psicologia e alle scienze sociali, facendola digerire meglio al grande pubblico, creando le basi della moderna sessuologia.

    Molti termini entrati nell’uso comune della nostra disciplina, derivano da Money, ‘”orientamento sessuale”, l’”identità di genere” e “parafilia” (il termine proposto per sostituire “perversione”, dizione che includeva in sé un giudizio negativo). Vi sono altri termini da lui creati che sono invece poco o per nulla conosciuti.

    Il suo libro, Uomo, donna, ragazzo, ragazza (1972), divenne un testo universitario e contribuì a portare maggiore accettazione alla chirurgia di riassegnazione sessuale per individui transgender.

    Fin ora le teorie e gli studi di Money sono apparse positive o neutre, ma come dicevo prima, vi fu una vicenda devastante nella sua carriera, per anni questo suo studio fu considerato il suo maggior successo. Il caso di Bruce Reimer:

    Bruce Reimer era un bambino canadese con un fratello gemello di nome Brian. All’età di sei mesi, ai gemelli fu diagnosticata una fimosi, il glande del pene era completamente coperto dal prepuzio e questo poteva portargli infiammazioni. Si volle procedere alla circoncisione, nonché unico modo per guarire dalla fimosi.

    L’operazione, fu eseguita nel 1966, consistette nella bruciatura (cauterizzazione) dello strato di pelle che causava la fimosi. I medici che fecero l’operazione avevano mai adottato tale tecnica in precedenza. A Bruce purtroppo danneggiarono irrimediabilmente il suo organo sessuale, mentre Brian fu curato in altro modo.

    I genitori di Bruce, decisero di portarlo in cura negli Stati Uniti, perché volevano che il figlio avesse una vita sessuale tranquilla. Avevano visto, in televisione un’intervista a John Money, nella quale lo psicologo sosteneva la “teoria della neutralità di genere”, secondo questa teoria l’identità sessuale dell’individuo si sviluppa unicamente in base al contesto sociale nell’infanzia, sostenendo inoltre che può essere modificata attraverso opportuni interventi.

    John Money aveva una molta esperienza nel trattamento dei pazienti intersessuali. Riteneva che i bambini nati con organi sessuali non chiaramente maschili potessero essere indirizzati verso l’identità di genere femminile, tramite operazione (vagina plastica). Money ritenne che questo trattamento fosse adatto anche per Bruce Reimer.

    Money consigliò dunque di far operare chirurgicamente gli organi genitali del bambino, trasformandoli da maschili in femminili, e di crescerlo come una bambina. A due mesi dal compimento dei 2 anni, Bruce fu operato da un’équipe di chirurghi del Johns Hopkins: i testicoli vennero amputati, furono suturati il funicolo e i vasi che in età adulta avrebbero avuto la funzione di portare lo sperma all’uretra. Nel rinchiudere lo scroto, modellarono una rudimentale vulva.

    Bruce fu seguito nel tempo per seguire il suo sviluppo secondo un programma di “riassegnazione”: egli doveva imparare a convivere con il suo nuovo sesso per sviluppare una identità di genere analoga. Il nome fu cambiato in Brenda ed educato come una bambina. Money visitò il/la paziente una volta all’anno per circa dieci anni.

    Il caso di Brenda era interessante dal punto di vista scientifico per due motivi:

    • Il/la paziente aveva un fratello gemello, Brian. In quanto talli, condividevano lo stesso identico patrimonio genetico, lo stesso ambiente familiare ed erano nati entrambi dello stesso sesso. Avendo così un confronto dello sviluppo psicosessuale di Brian, nato e rimasto maschio, con quello di Brenda.
    • Questo era il primo caso nella storia della medicina di un riassegnamento di sesso condotto su un soggetto non intersessuale.

    John Money, era sicuro che il trattamento fosse stato un successo, lo citò ampiamente nei suoi scritti come “il caso di John/Joan”.

    Il caso, se fosse stato un effettivo successo, avrebbe dimostrato perfettamente la teoria della neutralità di genere: “Brenda aveva sviluppato un’identità femminile”. Lo psicologo per affermare ciò si basava anche sulle dichiarazioni dei genitori, i quali riferivano di aver notato comportamenti diversi nei due gemelli.

    Nella realtà però Bruce/Brenda non riusciva a vivere come una bambina, lo testimonia la sua autobiografia; nella quale racconta di aver subito bullismo e i soprusi che subiscono i bambini che non vengono accettati dal gruppo. Neanche gli estrogeni che gli furono somministrati, riuscirono a permettere un completo sviluppo fisico al femminile. All’età di 13 anni il ragazzo iniziò ad avere pensieri suicidari ed espresse il desiderio di non vedere più il dottor Money.

    Quando i genitori gli raccontarono la verità, Bruce/Brenda decise di assumere un’identità maschile, cambiando il suo nome in David. Aveva 14 anni. Il 22 settembre 1990 David si sposò con Jane Fontaine. Nel 1997 completò il ciclo di operazioni, che compresero tra tutto: le iniezioni di testosterone, una doppia mastectomia e due interventi di falloplastica. La sua storia divenne tristemente conosciuta nel 1997, quando il sessuologo Milton Diamond fece una ricostruzione della sua storia.

    Reimer successivamente decise di rendere pubblico quello che aveva passato, raccontandosi allo scrittore John Colapinto. Pubblicato nel dicembre dello stesso anno sulla rivista Rolling Stone. Colapinto decise anche di scriverci un libro, “As Nature Made Him: The Boy Who Was Raised as a Girl(Bruce, Brenda e David. Il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza, 2000)”.

    Nel 2002 Brian Reimer si tolse la vita, si suicidò, con un’overdose di antidepressivi. Nel 2004 anche il fratello David si suicidò con un colpo di fucile, a 38 anni, dopo un periodo di depressione dovuto a un matrimonio difficile e a difficoltà finanziarie.

    I genitori dei ragazzi, ovviamente, accusarono Money di essere colpevole della morte di entrambi i loro figli. Money si difese da queste accuse, sostenendo che il dibattito sui media era frutto dei pregiudizi e del movimento antifemminista, che voleva negare l’uguaglianza fra uomini e donne e il condizionamento sociale che li porta ad essere diversi.

    In conclusione

    Money apportò tantissimo alle scienze sociali e alla sessuologia in particolar modo, ma dimostra anche la fragilità di queste scienze e la fragilità di molti scienziati, che pur di aver ragione, manipolano i dati, in questo caso le conseguenze furono devastanti.

    Non sto accusando Money di aver distrutto una famiglia, quando si parla di depressione il tutto è sempre molto complicato, ma di certo la sua influenza fu molto forte e negativa.

    Una conclusione molto importante che si può evincere, almeno parzialmente da questa vicenda, è come la genetica, la biologia, incidano sulla nostra identità di genere (e orientamento sessuale), non è solo l’ambiente sociale a determinare le nostre preferenze, ma un insieme di fattori a determinarlo.

    Inoltre, questo suo studio, in tempi recenti è stata più volte ripresa e usata per sostenere la “teoria gender”, la quale afferma che vi sia una lobby lgbt+ che controlla da dietro le mura le scelte politiche, o qualcosa del genere, neanche i sostenitori della teoria gender sanno cosa sia effettivamente.

    Consiglio d’acquisti

    Il primo che vi consigliamo di leggere è:

    Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

    • Senza tabù: libro dedicato ai più giovani, ma decisamente adatto anche agli adulti di Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

    Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di sè

    • Club Godo. Una cartografia del piacere: il nome dice già tutto, ma molto interessante da leggere, sfogliare, trarre ispirazione di Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di se

    Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, ha creato una interessante guida al piacere digitale, come orientarsi nell’online (e offline)

    • Il piacere digitale: una interessante guida che aiuta a riflettere e interpretare la sessualità di Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, ha creato una interessante guida al piacere digitale, come orientarsi nell’online (e offline)

    Tristan Taormino, divulgatrice, regista di film porno e altro ancora, ha creato una serie di libri molto interessanti, ma qui vi consiglio qualcosina per il di dietro

    Morena Nerri, conosciuta anche come le_sex_en_rose, divulgatrice e sexual blogger. Le sue interviste nude sono oramai famose

    Dossie Easton, una scrittrice e psicoterapeuta statunitense

    Emily Nagoski, direttrice di Educazione al benessere e docente di Sessualità femminile presso lo Smith College

    Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa

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    Stefano | Red Rope

    Mi chiamo Steve, ma sono conosciuto anche come Red, voglio divulgare nel mondo la bellezza della sessualità, ho da sempre lavorato in questa direzione, la divulgazione sessuologica è molto importante per me, ma anche per tutti coloro che la vorranno ascoltare.

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