Storia del vibratore: dalla leggenda della cura per l’isteria ad oggi | Red Rope

Cleopatra e le api

Uno degli aneddoti più simpatici e leggende che sento di più sono quelli riguardanti il fatto che Cleopatra usasse una zucca, sacco o contenitore, pieno di api, per stimolare il proprio apparato genitale.

Per quanto sia sicuro che ci siano degli appassionati del genere, non ci sono prove scientifiche a riguardo e probabilmente è anche una forzatura, ma ciò non toglie che in una minimissima parte potrebbe essere possibile, anche se lo vedo improbabile.

Sex Toy e Isteria

Già da tanto tempo quando parliamo della nascita dei sex toy andiamo a pensare al mito per il quale venissero usati per la cura dell’isteria. C’è pure un film di discreto successo che ha permesso la diffusione di questa credenza. Credenza per la quale, per un certo periodo, ci ho creduto anche io.

Errare è umano, le ricerche scientifiche sulla sessualità a volte son veramente di difficile reperimento, come purtroppo sappiamo.

La ricerca che ha creato questo falso mito è “The Technology of Orgasm” by Rachel Maines, quest’ultima è una delle ricerche più famose in ambito tecnologico/sessuologico, proprio per le sue particolarità e il senso di ilarità o superiorità che ci suscita, ma questo non vuol dire che sia vero.

La ricerca fondamentalmente affermava che il primo sex toy fosse nato nel 19 secolo, per la precisione che fosse stato creato dal medico inglese Joseph Mortimer Granville nel 1883 in seguito all’esigenza di “migliorare la stimolazione vulvo-vaginale per la cura dell’isteria”, che fino a quel momento era eseguita a mano, in modo da provocare un orgasmo alla paziente a scopo di curare l’isteria. Ma non vi sono evidenze che venisse usato per la cura dell’isteria, anzi…

Era stato progettato per la cura del dolore, mal di testa, irritabilità, indigestione e costipazione…negli uomini

Sebbene Joseph Mortimer Granville ha di fatto creato il primo vibratore elettro-meccanico nel 1883 già in Francia e USA si utilizzava il “manipulator”, che però usava la forza del vapore.

Ma “The Technology of Orgasm” è alquanto fantasioso con i fatti. La stessa Maines ammette: “La gente amava la mia ipotesi e questo è tutto, è un’ipotesi, che le donne siano state trattate con il massaggio per questa malattia, l’isteria… e che il vibratore sia stato inventato per curare questa malattia. Beh, la gente ha semplicemente pensato che fosse un’idea così interessante che la gente ci crede, che è come un dato di fatto. E io sono tipo, ‘È un’ipotesi! È un’ipotesi!’

Come si conferma, anni dopo, nella ricerca scientifica che titola “A Failure of Academic Quality Control: The Technology of Orgasm” di Hallie Lieberman; Georgia Institute of Technology (USA)

“Non ci sono evidenze in queste fonti che i medici abbiano mai usato vibratori elettro-meccanici per indurre all’orgasmo le pazienti donne a scopo di trattamento medico”

Uno dei più grandi problemi del processo scientifico e di ricerca è il riuscire a trovare fonti affidabili, per questo esiste il processo di “peer review”, revisione fra pari, ovvero quel processo tale per cui quando arriva una ricerca scientifica si controlla la qualità della stessa, andando a mettere in discussione le argomentazioni centrali della stessa.

Per quanto questa ricerca sia stata ripresa più e più volte, nessuna persona ha mai pensato di metterla in discussione, nessun approfondimento.

Questo, come titolano gli autori, è uno dei più grandi fallimenti accademici di controllo di qualità. Soprattutto per il fatto che questa ricerca, abbia avuto così tanta risonanza negli anni recenti, ma solo nel 2018 (anno dell’uscita del paper) sia stata rivalutata, quasi vent’anni dopo!

Cosa succede durante tra il 1800 e il 1900?

Nel 1900 le cose si fanno veramente interessanti, in quanto, nel passare degli anni molti medici hanno provato a utilizzare questi dispositivi per trattare varie malattie, trovandoli però completamente inefficaci. Alcuni medici, molto probabilmente, erano perfettamente a conoscenza che si potessero usare anche a scopo sessuale.

Nel 1915 l’American Medical Association, prese posizione “declassandoli” rendendoli di fatto non più dispositivi medici.

A quel punto i produttori han dovuto cambiare il loro marketing, definendoli dei prodotti elettro-domestici miracolosi, adatte a persone di tutte le età, per curare qualsiasi cosa, dalle rughe alla malaria. Pubblicità che sono apparse pure sul New York Times.

Erano venduti per di più nei grandi magazzini, nei cataloghi di vendita per corrispondenza e chi più ne ha più ne metta. Ma sempre non a scopo esplicitamente sessuale, talvolta, troviamo tutt’ora su Amazon per “massaggiare la cervice” o altro, che però son dei vibratori sotto falso nome, o quanto meno un uso secondario potrebbe essere quello.

Ovviamente gli inserzionisti non erano stupidi e accennavano, già da prima, possibili utilizzi a scopo sessuale, ma come detto poco prima, mai esplicitamente, solo con linguaggi molto allusivi.

Era ancora un periodo dove la masturbazione era ampiamente considerata vergognosa e immorale, tanto che gli articoli “osceni erano illegali in alcuni stati, di fatto quindi rendendo impossibile la pubblicizzazione come prodotto per il piacere sessuale.

Fern Riddell, specialista in sessualità vittoriana, ha confermato: “I medici vittoriani sapevano esattamente quale fosse l’orgasmo femminile; in effetti, è uno dei motivi per cui pensavano che la masturbazione fosse una cattiva idea”.

Nel 1954, il famoso sessuologo Alfred Kinsey, di cui abbiamo già parlato in passato riguardo all’orientamento sessuale, ha pubblicato una delle più rivoluzionarie ricerche sulla sessualità femminile, evidenziando come il 62% delle donne si era masturbata, anche se non menzionò nulla sui vibratori.

In questo periodo per di più la FDA ha avuto problemi con la commercializzazione dei vibratori, non tanto perché associate alla masturbazione, quanto per il marketing legato ad essi, in particolar modo sui benefici riguardo agli effetti miracolosi e gli effetti sulla perdita del peso. Tutt’oggi sentiamo come i massaggiatori vibranti, quelli che si attaccano al corpo per intenderci, siano venduti come miracolosi nelle televendite.

Uno dei Vibratori più famosi del tempo era il “The Polar Club”, capace di trasformare non solo la faccia della donna, ma l’intero corpo. “Ogni donna può avere una carnagione impeccabile e una figura giovane e finemente proporzionata”, aggiungendo anche: “Non c’è più bisogno di cipria, vernice, assorbenti o altri inganni”.

Masturbazione come liberazione, anni 60 e 70

In questi anni, la concezione di sesso prematrimoniale e masturbazione sono diventati man mano più rilassati, e la pillola anticoncezionale è stata resa ampiamente disponibile sul mercato.

Alla fine degli anni ’60, l’educatrice e artista Betty Dodson iniziò a tenere seminari di masturbazione per sole donne, a New York.

Nonostante ciò, vi era ancora del risentimento , e durante uno studio si è scoperto che, delle 61% di donne che ha affermato di essersi masturbata, il 25%di loro si sentiva in colpa e pentita di ciò che aveva fatto. In Texas era addirittura stata introdotta la “legge sui dispositivi osceni” che vietava l’uso di dispositivi progettati per la stimolazione dei genitali. Per aggirare questo tipo di leggi, le aziende facevano passare sul mercato i loro prodotti per “massaggiatori personali”.

Nel 1974 la Dodson pubblicò un articolo su Ms. Magazine dove consigliava l’uso del vibratore come strumento per aumentare l’autoconoscenza sessuale: “Ho scoperto che il vibratore mi da la forma di stimolazione più forte e coerente ed è particolarmente indicato per le donne che non hanno mai sperimentato l’orgasmo”

Liberalizzazione del vibratore, l’effetto “Sex and the City”, anni 80 e 90

Nel 1983 l’azienda di sex toy Vibratex è stata la prima a portare negli USA vibratori con componenti interni ed esterni. Essi venivano prodotti con forme di animali e colori vivaci per aggirare le leggi sull’oscenità in Giappone. La forma che ha prevalso più di tutte è stata il Rabbit, anche per la sua comparsa nella serie tv “Sex and the City”, dove veniva mostrata Charlotte che diventava dipendente da questo toy.

In conclusione

I vibratori sono bellissimi, tutti i sex toy sono belli. Ma non sono nati per curare l’isteria o altre malattie, sono nati per altri scopi, che poi si son evoluti in scopi sessuali. Dato che, man mano che si è liberalizzata la sessualità, soprattutto quella femminile, si è sempre provato più piacere e modi di ricercarlo

Masturbarsi è una cosa facente parte della sessualità umana, ognuno dovrebbe essere libero di farlo senza ricevere giudizi morali, insomma, fai sesso con una persona che sa farti godere più di qualsiasi altra.

Ricordo anche, che si possono usare in coppia i toy e ricordo inoltre, che non sono un vostro nemico, ma un vostro alleato per la soddisfazione.

Consiglio d’acquisti

Il primo che vi consigliamo di leggere è:

Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

  • Senza tabù: libro dedicato ai più giovani, ma decisamente adatto anche agli adulti di Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di sè

  • Club Godo. Una cartografia del piacere: il nome dice già tutto, ma molto interessante da leggere, sfogliare, trarre ispirazione di Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di se

Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, ha creato una interessante guida al piacere digitale, come orientarsi nell’online (e offline)

  • Il piacere digitale: una interessante guida che aiuta a riflettere e interpretare la sessualità di Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, ha creato una interessante guida al piacere digitale, come orientarsi nell’online (e offline)

Tristan Taormino, divulgatrice, regista di film porno e altro ancora, ha creato una serie di libri molto interessanti, ma qui vi consiglio qualcosina per il di dietro

Morena Nerri, conosciuta anche come le_sex_en_rose, divulgatrice e sexual blogger. Le sue interviste nude sono oramai famose

Dossie Easton, una scrittrice e psicoterapeuta statunitense

Emily Nagoski, direttrice di Educazione al benessere e docente di Sessualità femminile presso lo Smith College

Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa

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Stefano | Red Rope

Mi chiamo Steve, ma sono conosciuto anche come Red, voglio divulgare nel mondo la bellezza della sessualità, ho da sempre lavorato in questa direzione, la divulgazione sessuologica è molto importante per me, ma anche per tutti coloro che la vorranno ascoltare.

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