Quando si può parlare di consenso? | Red Rope

cosa è il consenso e quali tipologie esistono

Consenso: partiamo dal BDSM

Volenti non fit unjuria” 

– Ulpiano

Se avete già avuto modo di leggere l’articolo sui framework, essi hanno tutti un punto, ben esplicitato, in comune: il consenso. Come abbiamo già accennato nell’articolo precedentemente citato, chi approccia il BDSM dall’esterno e senza una dovuta infarinatura, si ritrova ad avere a che fare con pratiche violente ed abusive, arricchite da stereotipi e pregiudizi, soprattutto sulle pratiche più intense, che spesso rappresentano una piccola parte della sessione di gioco.

Le comunità si ritrovano a dover sottolineare con forza la nozione di consenso e nel dover spesso sottolineare la consensualità.

L’espressione del consenso deve essere esplicita e puntuale, ossia, deve essere effettuata in modo chiaro, inequivocabile ed esso deve poter esser ritirato in ogni momento. Inoltre, il consenso deve essere entusiasta: deve dimostrare la reale intenzione di svolgere la pratica proposta e non deve essere espresso per accontentare il partner o sotto pressioni di alcun genere.

E’ compito dei praticanti informarsi per bene su quel che stanno per intraprendere, poiché è difficile parlare di consenso quando le informazioni in possesso sono di discutibile affidabilità.

Sapere e non sapere: Quando si può parlare di consenso?

Si può parlare di consenso in ogni occasione in cui due persone interagiscono, dato che esso è base di ogni interazione umana.

Il consenso è un termine poco considerato ma fondamentale: regola il tipo di interazioni che possiamo avere con gli altri, la loro durata e la loro finalità, indipendentemente dal tipo delle nostre interazioni.

Da una definizione di dizionario, il consenso è infatti la reciproca volontà dei soggetti a contrarre un intento comune, si verifica quando una persona accetta volontariamente la proposta o i desideri di un’altra. È un termine di linguaggio comune, con definizioni specifiche utilizzate in settori come la legge, la medicina, la ricerca e le relazioni sessuali.

Spesso si sottovaluta questo aspetto, in particolare per quello che riguarda la sfera erotica e sessuale.

Affrontiamo il discorso un po’ più tecnicamente.

Le forme di consenso sono principalmente di quattro tipi:

  • Il consenso esplicito, o esplicitamente espresso è una volontà espressa in modo chiaro ed inequivocabile, non implicita o tacita. Può essere espresso tramite scrittura, parole, o non verbalmente. Per esempio con un gesto chiaro come un cenno in avanti del volto. Il consenso espresso per forme non trasmissibili quali vocale o gestuale può esser messo in discussione nel caso una delle parti decida di rinnegarlo, cosa che non accade per quello scritto, audio o video.
  • Il consenso implicito è conferito dalle azioni di una persona e da fatti o circostanze di particolari situazioni; in alcuni casi, dal silenzio o inazione di una persona, definito “silenzio assertivo”. Alcuni esempi includono il contatto fisico durante gli sport agonistici quali lotta o rugby, il soccorso ad una persona momentaneamente inabile, l’inizio di un’attività erotica successiva ad una fase preliminare di flirt. Su quest’ultimo punto parlerò in modo specifico successivamente. 
  • Il consenso informato, considerato più in ambito medico, è quella forma di consenso donata da un individuo che abbia un chiaro apprezzamento e comprensione dei fatti, delle loro implicazioni, e quindi future conseguenze di ogni azione. Il termine è utilizzato anche in altri contesti, quali nella ricerca sociale a scopo scientifico,  ove i partecipante affermano di comprendere gli scopi della ricerca e di consentirli, oppure, successivamente alla lettura di un’informativa da parte di un ufficio che riguarda il trattamento dei propri dati, o ancora, durante il sesso o qualsiasi atto erotico, ove il consenso informato significa che ogni partecipante all’attività erotica/sessuale è cosciente di ogni possibile conseguenza alla quale potrebbero esporsi, quali malattie sessualmente trasmissibili o il rimanere incinte, o eventuali lesioni nell’ambito BDSM. Sotto questa categoria possiamo includere delle sottocategorie, dette più comunemente contratti:
    • Consenso temporaneo: è un’applicazione dettagliata di consenso informato ove non ci si limita ad una singola azione, ma a più azioni concatenate tra loro. Un attore che accetta per intero un copione, sta accettando di recitare per tutto il film su tutte le scene.
    • Consenso a lungo termine: è l’accettazione di particolari condizioni per un’azione a lungo termine, ponendo il dettaglio sugli aspetti più particolari, ma non coprendo ogni evenienza. Questo tipo di accordo ha solitamente molte ritrattazioni. Si pensi ad una collaborazione di volontariato, dove vengono definiti gli obiettivi e le azioni da compiere, ma non viene coperto ogni singola azione.
    • Consenso non-consenso: questo è un argomento peculiare. Si tratta di una cessione di consenso totale, noto anche come cessione totale di potere, nella fiducia che vengano rispettati i limiti più saldi della persona. Viene ben regolato da gesti e parole definite, senza l’utilizzo delle quali viene data carta bianca a chi riceve il consenso. In sostanza, è una scena di consenso a lungo termine ove si dà un consenso implicito sempre valido fino al momento in cui non venga violato un limite, ed in tal caso ritirato. Questo tipo di accordo viene totalmente sconsigliato per via del suo essere sul filo del rasoio con la violenza, tanto da esserne usato talvolta come giustificante.
  • Il consenso unanime, o consenso generale, di un gruppo di varie persone o fazioni, come ad esempio un’associazione, è il consenso all’intervento dato da tutte le persone facenti parte di tale gruppo, sull’intrapresa generica di un’azione portata a nome del gruppo stesso. Banalmente, un referendum funziona tramite consenso unanime poiché, nonostante il risultato maggioritario sia determinante per la scelta, partecipandovi, tutti i membri accettano di agire secondo la scelta maggioritaria, in modo unanime.

Inoltre,  il consenso è, e deve esser sempre, puntuale, ossia, deve essere espresso su ogni punto dell’intrapresa, e qualora così non fosse stato o fosse stato ambiguamente espresso, può essere ritrattato dall’azione in corso, obbligando alla sua interruzione.

In casi specifici, viene considerata valida l’espressione “volenti non fit injuria” (su una persona consenziente, non vi è violenza), si prenda l’esempio di un pugile che si ritrova il naso rotto. Non sempre si può prevedere il risultato di un’azione, l’errore umano è dietro l’angolo, come non si può esprimere cento volte che qualsiasi nuovo gesto vada bene, per cui si parla di un approccio più che di un tipo di consenso.

Il consenso entusiasta

Il consenso entusiasta, o entusiastico, non è un tipo di consenso, bensì è un approccio al consenso: mira a risolvere i problemi che sono sostanzialmente sempre esistiti nelle relazioni umane, in particolare l’antichissima convinzione che l’assenza di un “no” equivale a un “sì”. Ho già accennato del consenso entusiasta in precedenza, citando la frase “Chi non dice una parola acconsente”, famoso proverbio che ha origine nel 1877 ed illustra un problema storico del consenso.

L’intenzione è lodevole, ma tra dire e il fare c’è di mezzo una marea di complicazioni.

Spiego brevemente di cosa stiamo parlando: si dice che il consenso sia espresso in modo entusiastico quando è inequivocabile l’intenzione entusiasta di intraprendere un’azione.

Da questa breve definizione è possibile intravedere subito le prime limitazioni: sapreste riconoscere un “Sì!” entusiasta da un “si…” non entusiasta in ogni circostanza? Per comprendere in modo chiaro il mio esempio, immaginate il “sì” di una persona a cui viene offerto il dolce che adora di più, versus il “si” di una persona a cui si chiede se si sia fatta male dopo un evento spiacevole. Questi sono esempi in cui ho cercato situazioni definibili. Il vostro partner, ed esso accettasse di fare una cosa perché sa che voi la adorate, ma successivamente non avere una bella esperienza. Oppure, una persona manipolatrice o violenta che ottiene un si sotto minaccia, estorsione o, appunto, manipolazione.

Le prospettive del “sì significa sì” e del “no vuol dire no” possono essere utilizzate in caso di contenzioso, come ad esempio un’accusa di stupro, per ritenere una persona automaticamente colpevole. Al fine di evitare controversie su questa frase, specifico subito: non ho intenzione di giustificare lo stupro, voglio evidenziare un problema del linguaggio, che nel BDSM è molto presente, risolvibile, tramite l’utilizzo di safewords, stopwords e safe gestures, ma di questo ne parleremo in un prossimo articolo. Può capitare che consenso e diniego siano espressi sotto uno spettro parziale, come l’ambigua espressione “ora no, magari più tardi, dopo si”, o più semplicemente, “boh”, dove, di fatto si esprime un’incertezza nel compimento dell’azione, e queste risposte possono venire influenzate da convincimento. Può capitare anche che, sotto influenza di un’opinione comune o di una convenzione sociale, si intraprenda un’azione che ci repelle.

La prospettiva del “sì significa sì” può essere utilizzata in caso di controversia, come ad esempio un’accusa di stupro, per ritenere qualcuno colpevole di default. Riprendendo il punto che ho accennato sul consenso implicito, come si può sempre dimostrare di aver ottenuto il consenso verbale? L’unica soluzione è firmare documenti o registrare il dialogo! Inoltre, non è MAI considerabile consenso entusiasta quello espresso in presenza di momentanea inabilità mentale, come potrebbero causare alcolici e sostanze stupefacenti.

La controversia della Svezia

La questione della legge contro lo stupro in Svezia è un ottimo esempio di come, senza la giusta analisi, il consenso può diventare uno strumento di diseguaglianza. 

La Svezia, fino al 2018 aveva una legge sullo stupro molto fasulla: era considerato stupro esclusivamente l’atto sessuale eseguito con minacce, violenza o costrizione fisica, purché venisse dimostrato, tale da essere il paese europeo con il più alto tasso europeo di tale reato dichiarato. Nel 2017 vennero redatte le nuove proposte di legge sul rapporto consensuale: il caso fu presentato come una legge per cui il consenso esplicito dovesse sempre esser richiesto prima di un rapporto sessuale, ma di ciò dovessero esser fornite delle prove, in assenza delle quali, in caso di accusa di stupro, tale accusa sarebbe caduta automaticamente. La precedente frase, estrapolata da un discorso dell’allora primo ministro Isabella Lovin, creò uno sgomento assurdo. 

Nonostante fosse una presentazione assurda che non rispecchia la legge, ma descrive l’effettivo percorso giudiziario, la Lovin è stata costretta a rettificare tali affermazioni.
La presentazione della legge è poi stata condita con accezioni stereotipate sull’uomo come unico perpetratore di violenza, dal ministro della giustizia svedese, Morgan Johansson:

“Questa è una legislazione moderna basata su relazioni moderne. Dovrebbe esser insito in ogni ragazzo e uomo in Svezia il fatto che sia così. Che devi assicurarti che quello con cui intendi fare sesso sia un partecipante volontario “. […] ove è inteso che la violenza sessuale venga perpetrata solo dall’uomo nei confronti della donna.

Elin Sundin, direttrice di un’organizzazione che promuove una legge sul consenso, buttò ulteriore benzina su questo fuoco: 

“Abbiamo bisogno che gli uomini capiscano che se non è sicuro, dovrebbero chiedere o semplicemente non andare dalla ragazza”. Aggiunse: “Abbiamo un detto in Svezia: ‘Se lei ancora ti mente, non è la sua volontà'”. In questa dichiarazione viene invece deresponsabilizzata la donna, che non ha alcuna facoltà di decisione sull’atto, bensì è spettatrice passiva di un uomo grottesco, e l’unica arma in mano alla donna sia fingere che vada tutto bene.

Le precedenti affermazioni sono state prese dall’articolo del New York Times sopra citato. 
Al contrario della legge, che ho avuto modo di leggere grazie al traduttore, e la cui terminologia è neutrale, il consenso viene visto come l’unica arma contro un abuso: l’ignoranza, gli stereotipi ed il sessismo di queste persone trascurano totalmente l’assenza di una corretta educazione civica e sessuale, o rieducazione, dato che ai dati del 2017 la maggior parte degli stupri era commessa da stranieri. In uno stereotipo comune, il consenso viene considerata una soluzione che deve essere imposta agli uomini, automaticamente aggressori, altresì vi è abuso da parte dell’uomo sulla donna. Presentare questo concetto in tale maniera di squilibrio verso uomini e donne scredita completamente questa idea, e la promozione da persone in posizioni di influenza o autorità pregiudica gravemente il concetto che essi pretendono di difendere. Riproponendo quanto detto sopra, il consenso deve essere bilaterale, esplicito, puntuale ed inequivocabile.

Parliamo la stessa lingua

Assicuratevi sempre che la persona con cui interagite abbia realmente le vostre stesse intenzioni, e chiedetevi come sarebbe se vi trovaste voi al suo posto.

Andando nello specifico, immaginate di ricevere continuamente abbracci da ogni persona che incrociate per strada: la cosa vi creerebbe disagio?

Immaginate che questi abbracci si facciano sempre più intensi ogni volta che uscite di casa.

La vostra reazione potrebbe diventare talmente forte da impedirvi di uscire dal vostro appartamento, crearvi terrore anche solo all’idea di affacciarvi alla finestra e vedere le persone, diffidare perfino dei vostri familiari e causarvi uno stress tale da portarvi a cambiare completamente la vostra vita se non concluderla.

Consigli d’acquisto

NON SONO IN ORDINE DI IMPORTANZA, al massimo in ordine logico (ma neanche quello)

Ayzad è un giornalista, divulgatore e sexual coach, ha un blog dove divulga solo ed esclusivamente sul mondo BDSM. Uno dei massimi esponenti del mondo BDSM, ha creato varie guide che riporterò qui sotto, io consiglio di prenderle sempre tutte, ma ognuna da comunque molti spunti di riflessione

Tristan Taormino, divulgatrice, regista di film porno e altro ancora, ha creato una serie di libri molto interessanti, anche sul bdsm

Davide la Greca, un maestro nell’arte dello shibari:

Toy Cleaner:
We-Vibe Clean 100ml
EXCITE Detergente Disinfettante Igienizzante Antibatterico, no alcol, 100ml (profumato)

Lubrificanti a base acquosa (utilizzabili con preservativo):
Durex Pleasure Gel Feel Lubrificante Intimo, 250ml
Durex Naturals Gel Lubrificante Idratante con Acido Ialuronico, 100 ml – indicato in caso di secchezza vaginale
Durex Naturals Gel Lubrificante Delicato con Aloe Vera, 100 ml – unico lube con aloe vera che mi sento di consigliare
Joydivision Aquaglide Lubrificante Intimo 200ml – il mio preferito
Lubrificante Intimo Lubido Senza Parabeni, 250 ml, Confezione da 2
Easy glide 150ml
ACVIOO Gel Lubrificante a Base D’acqua Naturale Trasparente Senza Parabeni – 240ml

Lubrificanti a Base in Silicone:
Durex Eternal 50ml – Utilizzabile con preservativo
SKYN All Night Long 80ml

Guardare sempre gli elementi contenuti nei vari lube, possono crearsi reazioni allergiche

Buon divertimento, with love Chiara & Susan.

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Alessio Campolongo

Nasce a Cagliari, nel 1992. Sostenitore dei diritti sulla libertà sessuale, attivista nell’ambiente dell’associazionismo LGBT dal 2017 e nell’associazionismo kink dal 2018, opera dal 2017 come ascoltatore nel sostegno di studentə per lo sportello UnicAscolta, su tematiche relative a blocchi di studio e discriminazioni o stereotipi basati sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulle parafilie. Si occupa dell’organizzazione degli incontri del The Next Generation di Cagliari, di cui è moderatore e responsabile.

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