Consenso Non Consensuale (CnC): quando il no vuol dire si | Red Rope

    Il consenso

    Quando si parla di relazione affettive, emotive, erotico e sessuali, è importantissimo che sia presente il consenso, senza quest’ultimo si cade in abuso.

    Ma come al solito mi piace ragionare in maniera sempre complicata e andare a trattare argomenti spinosi, argomenti spinosi pure per una certa parte della comunità Bdsm .

    Per salvaguardare il consenso in tutte le sue forme ho sempre consigliato di usare delle safe word e safe gesture, ovvero parole o gesti che servono a togliere il consenso in maniera chiara e a sospendere quello che si stava facendo.

    Il consenso può essere: implicito, esplicito e può essere più o meno informato. Nel consenso informato fa parte una categoria molto particolare di consenso, il consenso non-consenso (o cnc).

    Consenso non-consenso, non soltanto un Kink

    Come abbiamo già detto, in tutte le relazioni che si hanno, kink o meno, vi deve essere il consenso, ma cosa succede quando si vuole “dire di no” col significato del si?

    L’attuale corrente di pensiero sul consenso, non vede di buon occhio il cnc e lo vede come una pratica da evitare, o addirittura che implichi uno stupro. Ma ovviamente non è così!

    Il cnc è (forse) una pratica molto meno pericolosa di altre (dipende sempre da quanto si osa e quanto si è preparati), in quanto, si conosce perfettamente come si può uscire dal gioco e si ha tendenzialmente una maggiore confidenza rispetto ad altri giochi.

    Il cnc è una pratica relativamente facile da imparare, sia per chi esegue che per chi subisce, ma ciononostante non si deve sottovalutare. Dato che è una tipologia di giochi che va sotto il grande cappello del “rape play”.

    La parte precedente alla sessione, la contrattazione, è estremamente importante, bisogna decidere molto bene quali sono i limiti e quali pratiche sono accetto, altrettanto importante è la conoscenza e consapevolezza delle safegesture e safeword.

    Senza quest’ultime, il cnc diventa un gioco estremamente pericoloso (e stupido), ma con queste ultime è un gioco tanto sicuro quanto gli altri, praticandolo semmai vorrete, noterete che la presa di consapevolezza verso la pratica risulterà molto elevata, di conseguenza vi ascolterete molto di più.

    Per la parte che domina la sessione, a differenza di altri giochi, è richiesta una maggiore reattività dall’uscita del ruolo, proprio per evitare di fare provare sensazione di abuso reale, ma nulla che non si possa risolvere con un po’ di pratica.

    Per quanto riguarda la parte sub, bisogna avere una certa consapevolezza nel riuscire a tirare via il consenso nel caso sia troppo, dato che, si sta simulando una sorta di stupro.

    Molti di noi, per una questione educativa o morale, non riescono ad accettare che gli piacerebbe riceve o perpetuare violenza, ci è sempre stato insegnato che non va bene e che è immorale.

    Un blocco morale di matrice estrema è: se sei un uomo abusante allora sostieni il patriarcato, viceversa se sei una donna che gli piace essere abusata sostieni il patriarcato. Capite come questo possa mettere una certa pressione sociale su più livelli.

    Avere fantasie di abuso, non vuol dire che si voglia praticare abuso, ma che più probabilmente ci ecciti il contesto, difatti, le pratiche cnc sono completamente contestualizzate e sempre iper-consensuali.

    Il passo più difficile da fare, quando si vuole fare una pratica cnc, è proprio quella di accettare questa fantasia, la seconda parte difficile è condividerla al proprio partner e sperare che sia allineato a voi. Supponendo che tutto fili liscio, bisogna assolutamente fare:

    • Una contrattazione molto precisa: come in ogni pratica kink, alla base c’è il parlare apertamente delle proprie emozioni e sentimenti e definire per bene quali pratiche si possono fare e non fare, cosa si può dire o non dire e quali sono i limiti in generale
    • Safeword e safegesture: importantissimo stabilirne di chiari e imprescindibili, possibilmente che aiutino ad uscire dal ruolo, per chi è la parte che “subisce” è importante avere confidenza con la safeword/safegesture, bisogna abituarsi all’idea che qua il “no/basta/ecc” non hanno quel significato, anzi, probabilmente hanno il significato opposto
    • Definire i ruoli e andare con calma: impostato i due precedenti, si può pensare di inserire un gioco di ruolo al proprio interno (o anche no). Ma andare con calma è fondamentale, specialmente se ci sono più pratiche assieme al “sesso tradizionale”. Una sessione di bondage in situazione tradizionali è molto diversa da una dove vie è un finto non-consenso dalla sub, in quanto si agiterà per “liberarsi dall’aggressore”
    • Aftercare: questa è la parte più importante finita la sessione, come in tutte le pratiche, ma in questo caso si interpreta un vero e proprio abuso, di conseguenza bisogna essere molto attenti a uscire correttamente dai ruoli della sessione

    In conclusione

    Il Consenso non-consenso è una pratica dove il no vuol dire si. Pratica pregna di pregiudizi e paure, ma che alla fine è solo una delle tante pratiche alternative sicura e pericolosa come molte di esse considerate più “tradizionalI”.

    Ma si sono create delle linee guida mediche tali da ridurre al massimo i possibili effetti negativi nel lungo termine, primo fra tutti: non operare in maniera prematura se non vi è un rischio clinico. Purtroppo questa pratica non viene sempre seguita.

    Consiglio d’acquisti

    Il primo che vi consigliamo di leggere è:

    Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

    • Senza tabù: libro dedicato ai più giovani, ma decisamente adatto anche agli adulti di Violeta Benini, la divulvatrice, divulgatrice sessuale, sex blogger e ostetrica

    Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di sè

    • Club Godo. Una cartografia del piacere: il nome dice già tutto, ma molto interessante da leggere, sfogliare, trarre ispirazione di Jüne Plã, illustratric*, ha creato un libro che ha fatto molto parlare di se

    Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, ha creato una interessante guida al piacere digitale, come orientarsi nell’online (e offline)

    • Il piacere digitale: una interessante guida che aiuta a riflettere e interpretare la sessualità di Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, ha creato una interessante guida al piacere digitale, come orientarsi nell’online (e offline)

    Tristan Taormino, divulgatrice, regista di film porno e altro ancora, ha creato una serie di libri molto interessanti, ma qui vi consiglio qualcosina per il di dietro

    Morena Nerri, conosciuta anche come le_sex_en_rose, divulgatrice e sexual blogger. Le sue interviste nude sono oramai famose

    Dossie Easton, una scrittrice e psicoterapeuta statunitense

    Emily Nagoski, direttrice di Educazione al benessere e docente di Sessualità femminile presso lo Smith College

    Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa

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    Stefano | Red Rope

    Mi chiamo Steve, ma sono conosciuto anche come Red, voglio divulgare nel mondo la bellezza della sessualità, ho da sempre lavorato in questa direzione, la divulgazione sessuologica è molto importante per me, ma anche per tutti coloro che la vorranno ascoltare.

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